riscaldamento globale

Perché il cambiamento climatico ci interessa così poco Ci sono delle ragioni psicologiche per cui non abbiamo voglia di occuparci di un problema

Perché le notizie sul cambiamento climatico spesso ci annoiano, magari al punto di non aver voglia di leggere questo articolo che ha l’espressione “cambiamento climatico” nel titolo? Perché anche se siamo convinti che il cambiamento climatico sia reale la maggior parte del tempo non agiamo attivamente per contrastarlo? Lo psicologo ed economista Per Espen Stoknes, autore del saggio What We Think About When We Try Not to Think About Global Warming, ha provato a rispondere a queste domande analizzando centinaia di studi di scienze sociali sull’argomento ed è giunto alla conclusione che ci siano cinque ragioni psicologiche per cui la lotta al cambiamento climatico coinvolge poco le persone.

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La circolazione atlantica ha toccato i minimi storici Un indebolimento della Corrente del Golfo potrebbe esacerbare gli effetti del cambiamento climatico

Il sistema di circolazione delle acque oceaniche nell’Atlantico, un elemento cruciale nella regolazione del clima del pianeta, si è indebolito di circa il 15-20 per cento rispetto al 1850, e attualmente è al suo minimo negli ultimi 1600 anni. Se la tendenza continuerà, le condizioni meteo-climatiche di un’ampia regione – che comprende l’Europa, il Nord Africa, la fascia del Sahel e la costa settentrionale degli Stati Uniti – subiranno significativi mutamenti.

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