LEDS Divulga

Una batteria a flusso all’Università di Padova Al Dipartimento di Ingegneria Industriale si studiano le redox flow al Vanadio

Non si può immaginare un futuro sostenibile senza energy storage. La lotta al cambiamento climatico e la riduzione delle emissioni inquinanti, obiettivi sottoscritti a Parigi da 195 nazioni, presuppongono una rapida transizione verso fonti di energia rinnovabile e sostenibile. Fonti come l’eolico e il fotovoltaico, che però, per loro stessa natura, sono intermittenti e difficilmente […]

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Record di pressione al Plasma Science and Fusion Center del MIT Non solo ITER: anche negli USA si studia la fusione

Una fonte di energia priva di emissioni, sicura, economica, efficace, ed illimitata: questa rappresenta per tutti un’utopia che porrebbe fine a gran parte delle problematiche legate all’utilizzo di fonti esauribili ed inquinanti (in particolare fonti fossili). Un processo che presenta praticamente tutti questi vantaggi è stato concepito fin dagli anni ’30: incoraggiati dagli enormi progressi […]

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Il fotovoltaico trasparente

Sviluppi per la diffusione invisibile dell’energia solare Quale sarà il futuro del fotovoltaico? Sebbene oggi non vi siano più dubbi sul fatto che l’energia solare rivestirà, nei prossimi decenni – o forse secoli, un ruolo fondamentale per la sopravvivenza della nostra civiltà1, è tuttavia lecito affermare che permangano ancora incertezze e perplessità riguardo ad essa. […]

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Una rete di trasmissione globale La IEEE fa il punto della situazione sulle super grid HVDC

Articolo originale pubblicato da Clark W. Gellings su IEEE Spectrum il 28 Luglio 2015
In questi anni ha assunto grande rilevanza in ambito accademico il concetto di “smart grid” (rete intelligente), spesso sovrapposto – sia a ragione, che a torto – a quello di “microgrid” (rete autosufficiente). L’avvento della generazione distribuita tramite fonti rinnovabili (RES) ha infatti costretto gli ingegneri a ripensare completamente il modello della rete elettrica, immaginando un futuro in cui ogni centro abitato e polo industriale consumeranno l’energia da loro stessi prodotta a livello locale, in modo sostenibile e pienamente efficiente. Ciò significherebbe, tradotto in termini pratici, suddividere le reti nazionali in piccole unità autonome, ciascuna dotata di un proprio sistema di generazione da pochi MW (ad esempio un “parco” fotovoltaico costituito dalla totalità dei pannelli installati sugli edifici) gestito in modo “smart” da una serie di sensori e strumenti informatici, che monitorano istante per istante ogni componente (Internet of Things).

Ovviamente questo modello presuppone che sia possibile sfruttare le rinnovabili in qualunque punto del pianeta, ma sappiamo, invece, che purtroppo non è così. Il grosso problema delle RES è che si tratta di fonti intermittenti, non programmabili, non uniformemente distribuite sul territorio e spesso situate lontano dai luoghi in cui la loro energia è effettivamente richiesta. Inoltre, in mancanza di efficienti ed economici sistemi di accumulo, settorializzare la rete elettrica rende estremamente più difficile il bilanciamento puntuale della produzione e dei consumi. Appare dunque evidente come per essere “smart” non sia sufficiente diventare “micro”.

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