Il fracking sta provocando terremoti in Texas?

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Pubblicato da The Post Internazionale il 4 Aprile 2018


Nel Texas occidentale, l’attività di estrazione di petrolio e di gas sta contribuendo a provocare spostamenti del suolo allarmanti, terremoti ed enormi voragini in numero sempre maggiore.

Secondo l’ultimo studio della Southern Methodist University, pubblicato il 18 marzo 2018, il terreno è fragile e si sta sollevando e abbassando proprio in quella regione, una vasta area che comprende circa 4 mila miglia quadrate popolate da piccole città che “dagli anni quaranta è stata forata come un puntaspilli dai pozzi di petrolio e dai pozzi di iniezione”.

La ricerca della SMU avverte che l’attività sismica in parti precedentemente tranquille e scarsamente popolate del Texas occidentale è aumentata vertiginosamente negli ultimi due anni, dal momento che l’industria energetica ha esteso la sua attenzione oltre l’area Midland-Odessa verso una regione montuosa e turistica vicino al confine con il Messico.

Il piano regolatore del Texas mostra che i pozzi di petrolio sono 296.780 mila contati fino al febbraio scorso. E che molti si trovano nel bacino del Permiano (Permian Basin), un bacino sedimentario che si estende nella parte occidentale del Texas e in Nuovo Messico, descritto in un articolo di Bloomberg lo scorso settembre come “la pozza di petrolio più popolare del mondo”. 


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In Texas il fracking sta provocando terremoti