LEDS – L'Energia Degli Studenti

Associazione di studenti di Ingegneria dell'Energia, Elettrica ed Energetica dell'Università di Padova

La fusione nucleare come fonte energetica: stato della ricerca e coinvolgimento italiano

Mercoledì 27 aprile 2016, ore 16.30, aula Ke, Dei.
Incontro con la ricerca, 7° appuntamento secondo semestre

► Argomenti trattatiLocandina Auriemma 27 aprile
Nel corso dell’incontro il nostro ospite ha trattato il tema della fusione energetica con particolare riferimento al coinvolgimento dell’Italia, ed in particolar modo di Padova, nel progetto di ITER.
In un primo momento il sig. Fulvio Auriemma, ricercatore presso il Consorzio RFX di Padova, ha illustrato brevemente il processo di produzione di energia elettrica da fusione nucleare e le tecniche ad oggi in uso per il confinamento del plasma nel reattore e per il riscaldamento del sistema. I tipi di confinamento sono essenzialmente di due tipi: inerziale e magnetico (quello adottato da ITER); per raggiungere le alte temperature necessarie al processo di fusione nucleare vi sono invece tre diverse strade percorribili: riscaldamento ohmico, riscaldamento mediante onde elettromagnetiche, iniezione di particelle veloci che cedono energia per mezzo delle collisioni (metodo in realizzazione all’RFX).
Ad oggi la strategia europea per l’inserimento in rete di energia elettrica a partire da fusione nucleare prevede diverse missioni, tra cui lo studio dei sistemi operatori del plasma reattoriale nella configurazione Tokamak e l’estrazione della potenza (concetto di divertore). I regimi di funzionamento del Tokamak sono essenzialmente due: modo L, con basso confinamento, plasma come limite, e modo H, con alta potenza ausiliaria e dove è previsto l’uso di un divertore, che permette di scambiare calore tra plasma e pareti del reattore. Dagli studi sul Tokamak è emerso come per aumentare il confinamento sia necessario aumentare corrente e dimensioni (ITER). Peraltro, vi sono diversi esperimenti avvenieristici che prevedono l’uso di metalli liquidi (trasferimento termico più efficiente) e diversi studi che verificano la possibilità di utilizzare un metodo ELM -Edge Localized Modes (metodo che verrà studiato su ITER).
Di qui dunque si arrriva al progetto ITER, un progetto internazionale cui Padova partecipa attivamente con lo studio dell’iniettore di particelle neutre per il riscaldamento del plasma. La realizzazione è molto complicata perché è richiesto un NBI da 1000keV che stia acceso per ore. Al Consorzio RFX di Padova vi sono due siti sperimentali per NBI:
Spider: sorgente di ioni (attualmente in costruzione)
Mitica: tutto l’NBI
In autunno si inizieranno gli esperimenti su spider, nel 2018 su mitica.

► L’ ospite
Fulvio Auriemma si è laureato in Fisica presso l’Università degli Studi di Padova e ha conseguito un Master in Ingegneria e Fisica dei Plasmi. E’ attualmente ricercatore presso il Consorzio RFX di Padova, che svolge appunto un’attività di ricerca scientifica e tecnologica nel campo della fusione termonucleare controllata come possibile fonte di energia.

 
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Francesco • 27 aprile 2016


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