Il ruolo del sottosuolo in ottica di smart grids: idrocarburi, shale gas, stoccaggio di gas naturale e CO2 – Mercoledì della ricerca, quinto appuntamento

Mercoledì della ricerca: quinto appuntamento.
19 novembre 2014, aula Ce DII, Padova.

Relarice: Fedora Quattrocchi (INGV)

locandina Fedora

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L’ospite ha iniziato sottolineando l’importanza del sottosuolo in ottica di smart grids facendo presente che dopo il Protocollo di Kyoto, IEA e IPCC hanno evidenziato la necessità di svolgere i seguenti compiti:

  • pianificazione della geotermia
  • stoccaggio scorie nucleari

  • stoccaggio CO2 e altri gas

Quindi per arrivare ad una mentalità da smart grids bisogna non solo concentrarsi su efficienza energetica ed energie rinnovabili, ma anche operare sulla CO2: da qui nasce l’esigenza di imporre delle CARBON TAX, affinché sia devitalizzato l’uso di combustibili fossili, e di effettuare dei CARBON FOOTPRINT tali da monitorare l’emissione di CO2 durante tutto il ciclo di vita di un impianto, ed incentivare l’utilizzo di centrali ad emissioni zero, ossia centrali che hanno la possibilità di stoccare quantità di CO2 pari a quelle emesse.

In seguito la relatrice ha descritto in generale la geotermia, la suddivisione delle risorse in funzione dell’entalpia e le varie applicazioni effettuate da essa stessa e il suoi gruppi di ricerca: ad esempio, ciò di cui si occupa maggiormente è l’utilizzo delle rocce calde secche, che consiste nell’effettuare fratturazioni idrauliche in suoli caratterizzati dalla presenza di rocce calde impermeabile, al fine di ricavare e sfruttare calore.

Questo è tutt’oggi un metodo molto criticato perché si suppone che ci siano correlazioni fra le fratturazioni e la sismicità indotta, ma non ci sono ancora conclusioni certe a questo proposito.